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Vendita accessori bici da corsa Milano

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Riportiamo in questa sezione una serie di consigli pratici e di risposte alle domande più frequenti.

1) Come trasportare in sicurezza la bicicletta ?
2) Come lavare e pulire la bicicletta ?
3) Come fare manutenzione alla catena ?
4) Come riparare e montare i pneumatici ?
5) Come e quanto gonfiare i pneumatici ?
6) Cosa fare se si rompe un raggio ?
7) Come programmare il ciclocomputer ?
8) Cose da non fare coi freni a disco !
9) Cose da non fare col cambio !
10)Cose da non fare con i pedali automatici !



1) Come trasportare in sicurezza la bicicletta ?
Oltre il trasporto all’interno dell’auto, che rimane il mezzo più sicuro, vi sono dei portabiciclette da applicare sul lato posteriore dell’auto, fate attenzione al fatto che il codice della strada in Italia prevede che non deve essere occultata la visibilità della targa e che la bici non deve sporgere lateralmente (ci vorrebbe anche il cartello a bande diagonali rosse e bianche).
Altro tipo di porta bici è la canalina a V da applicare sulle barre porta tutto, fate attenzione che la “pinza” di fissaggio abbia un buon accoppiamento col tubo del telaio, che la vite sia sufficientemente lunga e che il serraggio sia sufficiente a “tenere” la bici, ma non troppo per non deformare il telaio (come ho visto succedere).
IMPORTANTE: Le ruote della bici vanno legate alla canalina con gli appositi cinghietti , altrimenti, in ripresa o frenata (secondo come è messa la bici sul supporto), la bici si solleva, esce dalla canalina e danneggiate la bici oltre che l’auto (se vola via rischiate anche di fare del male ad altri, con tutte le conseguenze).
Se dovete fare lunghi viaggi togliete tutto ciò che rappresenta un freno aerodinamico, ad es. seggiolini per bimbi, oltre a computer, borsette portacamera, pompe ecc., tutte cose che possono essere perse in velocità o sottratte durante le soste.

2) Come lavare e pulire la bicicletta
Si vedono spesso biciclette con pochi anni o mesi di vita che hanno il movimento centrale o i mozzi che fanno rumori di “meccanica usurata”…spesso non sono i componenti che non vengono più prodotti “come una volta”, ma il metodo usato per pulire il mezzo, di solito l’idropulitrice o , comunque, getti d’acqua a forte pressione, a volte calda.
Capisco che il tempo a disposizione è un bene che scarseggia, ma questi sistemi non vanno usati, la forte pressione “solleva” le tenere guarnizioni che garantiscono la “sigillatura” del sistema, poi, quando l’acqua è entrata a contatto con i meccanismi, si producono ossidazioni che corrodono e rovinano le meccaniche.
Sulle MTB è consentito un piccolo apporto d’acqua per caduta, con una spugna o un pennello e piccolissime quantità di sapone, per togliere il fango, poi (vale per tutte le altre tipologie) è meglio usare un pennello a setole dure appena intriso di gasolio, che scioglie le morchie grasse e arriva negli angoli più remoti; Asciugare con uno straccio pulito ed il gioco è fatto.
ATTENZIONE: Il gasolio , essendo comunque un solvente, non deve entrare in contatto con pneumatici, selle, manopole e dischi dei freni.

3) Come fare manutenzione alla catena ?
La catena di trasmissione, per durare a lungo e senza problemi, dovrebbe essere sempre pulita e lubrificata, mentre puliamo la bici, la sgrasseremo con un pennello e del gasolio, per togliere tutto quello sporco grasso che si è accumulato, ottimi allo scopo sono quei “lavacatena” prodotti da varie aziende che, usando meno gasolio e sporcando poco, ci alleviano la fatica.
Dopo il lavaggio, che deve comprendere anche il pacco pignoni, la guarnitura e le rotelline del cambio, asciugheremo il tutto con uno straccio pulito, poi, subito dopo o prima dell’uso, andremo a lubrificarla.
Il massimo sono gli olii specifici, additivati con silicone o teflon ecc. ma va bene anche un filo di olio (nuovo) da motore, purchè fluido. Non usate olio di vaselina o quello delle macchine da cucire, non dura nulla.
Quanto dura la catena ? Dipende dal chilometraggio e dalla potenza del “motore”. Su bici da corsa ci si può aspettare una vita utile di 5.000 km. , nella MTB, dato l’ambiente “difficile” ed il modo in cui si usa la bici (grandi dislivelli su breve distanza e cambiate sotto sforzo), 1.500-2.000 km. potrebbero essere già molti.
Un sistema di rilevamento dell’usura è la misurazione della distanza che intercorre tra sei maglie…prendete un calibro a cursore (quello coi becchi da meccanico), portate l’apertura a
132,6 mm, inseritelo tra le maglie della catena, quando la catena è nuova non entra, quando entra ma non ha gioco va bene, ma quando ci “balla dentro” la catena è da cambiare.
Si tenga presente che se una bici da strada può cambiare un pacco pignoni ogni due catene, nella MTB l’usura è talmente rapida che catena e pignoni vanno cambiati insieme, sempre.

4) Come riparare e montare i pneumatici ?
Spesso mi arrivano persone che lamentano problemi nella riparazione di camere…il trucco sta nel “carteggiare”a fondo la camera (gonfia) e nel far asciugare bene il mastice, almeno 10 minuti con temperature di 20° ed almeno 30 minuti se fa freddo.
Il mastice deve essere fluido, se ha un aspetto “gommoso” è vecchio e va buttato.
Comunque, al seguito è sempre meglio avere una camera nuova, se piove la riparazione è quasi impossibile.
Applicate la pezza dopo avere sgonfiato la camera e rigonfiatela leggermente prima del montaggio, farete meno fatica.
Se dovete montare pneumatici nuovi, “bagnate” l’interno del cerchio con acqua saponata, i talloni del pneumatico si assesteranno sul cerchio in modo più preciso e con minor fatica (le gomme delle bici da corsa non necessitano di tale espediente).
IMPORTANTE: Controllate lo stato del nastro di protezione sul cerchio, deve essere integro, di Butile per i cerchi nornali (con nipples a vista) e di polipropilene o materiale apposito per quelli a doppia spalla (double wall), di solito sono marcati HP (High pressure) .

5) Come e quanto gonfiare i pneumatici ?
Esistono vari tipi di valvola sulle camere dei pneumatici, è importante avere la pompa e l’attacco giusto per poterli gonfiare.
Le bici tradizionali, italiane, usano la valvola “Regina”, quella col cappuccio filettato che si toglie, si gonfia con qualsiasi pompa che abbia il foro piccolo, premere prima col cappuccio, per sbloccare la valvola, che tende ad “incollarsi”.
La valvola Presta o francese o Sclaverand è quella tipica delle bici da corsa e di alcune MTB, affidabile, non si rompe quasi mai, necessita però un raccordo di gonfiaggio che oltre al foro piccolo sia “assiale” al tubo della pompa, oppure profondo, per permettere alla valvola di entrare abbastanza senza che rimanga premuta la valvola, altrimenti l’aria torna indietro e non potete gonfiare.
La valvola Schrader o Auto, identica a quella delle auto e delle moto, viene usata sulle MTB, necessita di una riduzione da applicare alla valvola se si usa la pompa tradizionale oppure un attacco uguale a quello presente sulle pistole con manometro , date assieme ai compressori.
Anche il benzinaio è in grado di gonfiarvela.
In ultimo c’è la valvola Dunlop, poco diffusa da noi, la versione usata sulle bici economiche crea mille problemi e conviene cambiare la camera, quella usata sulle bici di qualità è ottima, esternamente sembrano identiche ma l’anima interna è diversa.
Quanto bisogna gonfiare le gomme ? Ogni pneumatico riporta, sul fianco, dei dati tecnici, di solito è sempre presente la scritta “Press.Max” o “Inflate to” seguita da una cifra, in PSI (libbre per pollice) o ATM o BAR ( Kg/cm2).
Solitamente ogni manometro riporta le due scale, quindi non si può sbagliare, adottate la regola di gonfiare alla massima pressione dichiarata –1 ATM ( se il pneumatico riporta press max 8 bar voi gonfiate a 7 bar), avrete sempre il massimo della scorrevolezza e durata .
In linea di principio le biciclette normali e le MTB si gonfiano a 3 bar, le citybike a 4 bar, quelle da corsa da minimo 6 a 8,5 bar.

6) Cosa fare se si rompe un raggio ?
Premesso che cambiare dei raggi e bilanciare la ruota non è un lavoro alla portata di tutti, nel caso si rompa un raggio durante un’escursione bisogna comunque poter tornare a casa.
La rottura di un raggio, di solito succede sul lato destro della ruota posteriore, causa uno scostamento laterale della ruota che nella migliore delle ipotesi va a toccare sul freno, a volte anche sul telaio.
Se il contatto è solo contro il freno si può cercare di aprire ulteriormente il freno per mezzo di appositi sganci presenti sulle ganasce dei freni o sulle leve freno (corsa) o sganciando proprio il freno (MTB)…attenzione a che non vi sia la possibilità di far entrare tra i raggi il freno una volta aperto.
Se ciò non bastasse e la ruota (il pneumatico) tocca il telaio, potete intervenire allentando leggermente i due raggi adiacenti quello rotto, che essendo antagonisti lasceranno “tornare” un poco la ruota, pur creando una certa eccentricità nel rotolamento.
Per far ciò serve un “tiraraggi”, ma anche una comune pinza va bene, poi il meccanico cambierà gli eventuali nipples danneggiati.

7) Come programmare il ciclocomputer ?
Capita di ritrovarsi tra le mani un ciclocomputer, magari un regalo della vostra amata e di volerlo installare da soli; sul fissaggio meccanico non vi sono problemi, ma quando va programmato subentra la confusione.
Non si sa perché tutti i fabbricanti danno delle tabelle dove in corrispondenza del pneumatico che abbiamo noi , vi sono dei codici di programmazione sbagliati.
Il codice richiesto dal computer altro non è che la circonferenza della ruota, in base alla quale esso darà indicazioni precise o meno.
Per avere la circonferenza esatta, infilate un metro da meccanico o da falegname tra i raggi della ruota, attraversandola da parte a parte, posizionate l’origine all’estremità del pneumatico e leggete sul metro traguardando l’estremità opposta (il diametro massimo, pneumatico incluso).
Moltiplicate questa lettura per 3,14 ( vi ricordate del pi-greco ?) ed avrete la misura precisa da inserire nello strumento.

8) Cose da non fare coi freni a disco !
Ai possessori di biciclette con impianto frenante a disco, vorrei qui ricordare delle cose che sono scritte su tutti i manuali che accompagnano tali bici, ma che evidentemente pochi hanno il tempo di leggere.
Mai toccare il disco dopo una lunga discesa, è rovente e potreste ustionarvi.
Mai toccare il disco durante la pulizia della bici con stracci o mani unte, si andrebbe indirettamente ad “inquinare” la superficie delle pastiglie.
Mai spruzzare lubrificanti sulle pinze dei freni (magari perché fischiano o stridono), sempre per il precedente motivo.
La manutenzione di un impianto frenante, specie se idraulico, va fatta da personale competente, ma se proprio volete intervenire ricordatevi che MAI bisogna usare olio DOT 3 o 4 in impianti che funzionano con olio minerale (si bruciano le guarnizioni), e viceversa.

9) Cose da non fare col cambio !
Se volete che la vostra amata bicicletta duri a lungo e senza problemi, vi sono piccoli accorgimenti che tornano utili.
Il cambio di una bicicletta è un meccanismo che a differenza di quello di un’auto, dovendo muovere una catena a destra e a sinistra, non può fare “miracoli”.
La catena sarà tanto più silenziosa e longeva, quanto più essa sarà allineata all’ingranaggio della guarnitura anteriore, quindi essendoci oggigiorno anche 9 o 10 rapporti dietro con anche 3 anteriori, la catena, per rimanere allineata, non potrà incrociare tutti i rapporti.
Il consiglio è quindi di non usare i primi due o tre pignoni posteriori piccoli con l’ingranaggio anteriore piccolo (quando sono 3) e gli ultimi 3 pignoni grandi con l’ingranaggio anteriore grosso.
Con l’ingranaggio anteriore centrale si possono usare tutti i pignoni posteriori se ve ne sono max. 8 , altrimenti, con 9 0 10 pignoni, evitare di usare il primo e l’ultimo.
Controllate il gioco delle rotelline, se vistoso vanno sostituite.
Anche il cambio si usura, prendete la parte bassa del cambio (l’attacco lella rotella inferiore) e muovetela in senso laterale, se il gioco è superiore ai 5 mm. Potrebbe essere ora di montare un cambio nuovo.

10)Cose da non fare con i pedali automatici !
Oggi sono diffusissimi i pedali a sgancio rapido, ma bisogna stare attenti ad alcuni particolari per non rischiare di farsi male.
Le MTB usano pedali ai quali si agganciano placchette di acciaio, che, in alcuni casi, vengono definite dai fabbricanti “universali”…assolutamente falso, può sembrare che l’aggancio avvenga in modo corretto, ma sotto sforzo è facile che si stacchino…USATE SOLO PLACCHETTE PRODOTTE DAL FABBRICANTE DEI PEDALI.
Le bici da corsa usano pedali le cui placchette di aggancio , a volte, sono in materiale sintetico, magari caricato con fibre, ma sempre soggetto ad usura, non tanto quella del pedale, quanto quella provocata dal camminare sull’asfalto , che ne consuma le estremità, fino al punto di rompersi, anche qui con grave rischio di infortunio.
Rimane valida la regola del ricambio originale, la differenza di costo dalle imitazioni è minima, ma la durata e la precisione di funzionamento sono molto maggiori.

Non mi rimane che augurarvi buon divertimento, ricordandovi che la bicicletta non è solo un mezzo piacevole per muoversi, alternativo all’auto, ma uno stile di vita, che ci permette di percepire ciò che ci circonda, ci da il tempo di pensare, destinato a chi può permettersi il lusso di …andare piano.
Luigi Chirico
 

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